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mercoledì 30 giugno 2021

A qualcuno piace caldo

Ho un rapporto altalenante con il caldo. Alcuni anni lo amo, e non vedo l'ora di passare le ore ad abbrustolirmi sotto al sole, alcuni anni proprio non lo sopporto, e aspetto con ansia il fresco dell'autunno. In bici non è facile convivere con le temperature bollenti, soprattutto quando si tratta di gareggiare per 12, 24 o più ore. Ne ho avuto la prova l'anno scorso all'UltrApuane: le prime ore di gara, nel torrido pomeriggio toscano, sono state terribili.
Anche quest'anno sarò al via di Lucca, a fine agosto, ma sul percorso da 600km invece che su quello da 310: un motivo in più per non farmi trovare impreparato. Così in queste prime settimane estive mi sto abituando alle alte temperature e all'umidità: cerco di allenarmi nelle ore centrali della giornata e mi sciroppo almeno un'uscita a settimana da 6-8 ore nelle pianure tra Piemonte e Lombardia, dove non c'è ombra e il calore che sale dall'asfalto sembra volerti scogliere. 
Eppure la bassa bollente ha il suo fascino: paesini sperduti, strade deserte, campi verdissimi e le montagne, là in fondo, che sembrano un miraggio. In queste prime uscite estive ho esplorato soprattutto il novarese, la Lomellina e quella terra per me ignota che sta tra Voghera e Alessandria, con temperature tra i 32 e i 38°C. Ho pedalato piano (tranne nei rari momenti in cui mi toccavano dei lavori specifici), senza fretta, e ho trovato delle belle sensazioni, parecchio diverse da quelle a cui sono abituato: ancora una volta sono uscito dalla mia comfort zone, ma stavolta, per così dire, da una porta laterale.
Credo che per le prossime settimane continuerò così: almeno una volta a settimana ho bisogno di relax e soprattutto di qualche ora a bassa intensità, visto che per il resto ho di fronte a me un ciclo di allenamento parecchio impattante e focalizzato sugli alti regimi.
Domani andrò a Santhià, una cittadina a cui ho girato intorno tante volte, ma che non ho mai toccato. Unico obiettivo: tappare un'altro buco nella mia heatmap o, in altre parole, scoprire qualche posto nuovo. Domenica invece sarò più o meno nella stessa zona, ma per gareggiare: andrà in scena la sesta prova del Gran Trofeo Mediofondo, questa volta con partenza da Cigliano e tratto cronometrato lungo l'ascesa al Sacro Monte di Belmonte. 
Garetta, ripetute, lungo ma non troppo: in fondo non è affatto male, questa routine estiva...

mercoledì 23 giugno 2021

Onestà e felicità - MF del Nebbiolo

Domenica, alla Mediofondo  del Nebbiolo, è successa una cosa che mi ha fatto riflettere.
La gara, come sempre nel Gran Trofeo Mediofondo, consisteva in una scampagnata di circa 90 km, con un tratto cronometrato ai fini della classifica, nello specifico la salita che da Arola porta al passo della Colma, tra il Lago d'Orta e la Valsesia. 
A volte può capitare che il sistema di cronometraggio faccia cilecca: succede di rado, ma un atleta può trovarsi senza tempo perché il chip che ha sulla bicicletta non viene rilevato dal sistema. Ancora più di rado può succedere che il tempo sia sbagliato, magari per un errore di lettura del chip. Non avevo mai sentito, però, di un caso in cui il tempo, rilevato erroneamente, fosse plausibile e addirittura permettesse al fortunato ciclista in questione di passare in prima posizione, con pochi secondi di vantaggio sul secondo. Ecco, questo è proprio quello che è successo a me domenica. Ho affrontato il Passo della Colma molto bene per i miei standard: il mio Garmin ha segnato 24 minuti e 28 secondi, un tempo per me decisamente buono. Peccato che, una volta pubblicate le classifiche, il mio 24 e 28 si sia trasformato in un 21 e 54, facendomi risultare in prima posizione assoluta con una ventina di secondi di vantaggio sul secondo. 
Appena ho visto il risultato mi sono fatto una risata, sono andato al tavolo dei cronometristi e ho spiegato che erano stati un po' troppo buoni con me. Nel giro di qualche minuto il mio tempone si è ridimensionato, e la mia prima posizione si è trasformata in una più veritiera diciottesima.
Non mi aspettavo, però, quanto accaduto dopo. Parecchi dei miei "avversari" (le virgolette sono d'obbligo) mi hanno fatto i complimenti e addirittura ringraziato per l'onestà. Sono rimasto in po' interdetto quando uno di loro mi ha detto che molti altri non avrebbero fatto come me. Veramente? mi sono chiesto, e pesandoci bene, purtroppo, la risposta è .
Sul subito ho archiviato la cosa, e mi sono goduto il post gara, dato che la quarta posizione di categoria mi dava accesso all'ultimo posticino tra gli atleti premiati. Poi, a casa ho ripensato a quanto successo.
La prima considerazione che ho fatto è che non credo di essere stato onesto. Credo che sia normale non rubare un piccolo momento di festa a chi se lo merita più di me: al massimo sarebbe stato disonesto fare finta di niente. 
Ma c'è dell'altro: se non ho fatto finta di niente è stato perché ero già più che soddisfatto della mia gara. E se fosse andata male? mi sono chiesto, se avessi chiuso cinquantesimo con un tempo di mezz'ora? Beh, sarebbe stato lo stesso. Sarei stato comunque soddisfatto e sereno. Fare sport per me è come costruire una casa: ci sono gare che rappresentano un piccolo mattoncino e gare con cui costruisco un'intera parete; allenamenti che valgono quanto una trave portante e sedute che rappresentano poco più di una piastrella. Anche quando le cose vanno male, anche quando sbaglio, quando cado, quando mi faccio male, cerco di imparare qualcosa: si tratta sempre di costruire, mai di demolire.
Ogni mio risultato, buono o cattivo, lo vivo come una conquista, come un altro tassello del puzzle, compreso questo 18°ass. - 4°M2, come ho scritto, con un pizzico di orgoglio, su Strava.
In definitiva, ancora una volta, posso dire di essere una persona fortunata: mi viene naturale vedere il lato positivo delle cose, mi riesce bene lavorare per essere sereno. Forse non avrò i watt necessari per vincere una gara e sicuramente sono ancora un pivello nel mondo dell'ultracycling, ma quanto a serenità e atteggiamento positivo sono davvero al top.
Allenarsi e competere nell'ultraendurance mi ha dato un grande boost, da questo punto di vista: se ti trovi ad affrontare una salita con pendenze in doppia cifra dopo 500km, sveglio da 24 ore, magari al freddo e sotto l'acqua, un solo pensiero negativo sarebbe sufficiente a farti dire Basta, mollo tutto e torno a casa! Ogni km fatto, invece, ogni metro guadagnato, ogni pedalata in più, devi riuscire a goderteli come fossero piccole vittorie.
Perché è vero che raggiungere i propri obiettivi rende felici, ma è più vero il contrario: se vuoi farcela, devi prima imparare ad essere felice. 

venerdì 18 giugno 2021

Caldo e relax - MF Riso&Vino

A metà giugno, con l'estate alle porte e il caldo che è già arrivato, è il momento di un bilancio, almeno in formato mignon. L'obiettivo principale dell'anno, cioè arrivare in fondo alla Race Across Italy, l'ho raggiunto, quello secondario della Romagna Ultra Race pure.
E adesso? Adesso mi rilasso. La terza ed ultima gara di ultracycling del 2021 è in calendario per fine agosto: i 600 km dell'UltrApuane possono diventare la ciliegina sulla torta di una stagione già memorabile, anzi la ciliegina sulla ciliegina visto che a Forlì è arrivato addirittura il podio.
Ho quasi 11 settimane prima della gara di Lucca e sicuramente ne investirò ancora una o due nel riposo. Poche ore in bici, poche salite, un po' di palestra e tanto relax. Ho già iniziato a godermi i piattoni col giro di ieri: 170 km in tutta tranquillità tra le risaie e i campi dall'Alto Milanese e della Lomellina, posti che tutti snobbano ma che a me piacciono tantissimo. E con 34° c'è anche il bonus di abituarsi al caldo, che non è una cosa da poco, con l'estate che incombe.
Nel relax di queste settimane ci saranno anche le solite cronoscalate del Gran Trofeo Mediofondo. A proposito, domenica a Trino Vercellese è andata in scena la MF Riso&Vino, con salita cronometrata da 4 km, molto veloce. Sette giorni dopo la RUR e tre dopo la seconda dose di vaccino non ero proprio al top, ma ci ho provato lo stesso ed è andata meno peggio del previsto: 33° assoluto su circa 220 atleti e 6° tra i 19 M1 in classifica. Silvia, ancora sul podio, ha chiuso terza tra le W1. Si replica questa domenica, con la MF del Nebbiolo. La salita che deciderà la classifica è una delle mie preferite, la Colma da Arola, 8km al 5,5%. So già che ne prenderò tante, ma il piacere di ritrovare l'atmosfera familiare e rilassante di queste gare vince sulla mia avversione a qualsiasi sforzo tra la Z3 alla e la Z6...



martedì 1 giugno 2021

Conti in sospeso - MF Gli Aironi

Dopo la batosta di settimana scorsa sono tornato, a testa bassa, ai nastri di partenza di una cronoscalata del Gran Trofeo Mediofondo. Volevo capire se ho ancora la possibilità di togliermi qualche soddisfazione in questo tipo di competizioni, perfette per sostituire, tra una gara di ultracycling e l'altra, alcune sedute di allenamento con qualcosa di più divertente delle solite ripetute.
Stavolta, alla Mediofondo Gli Aironi, è andata bene: un po' perché ho portato Betty, la bici più leggera che ho, un po' perché la salita era di quelle dove mi difendo meglio, con strappi in doppia cifra alternati a tratti quasi pianeggianti. Certo, 10 minuti a tutta sono comunque una sofferenza, ma non mi posso lamentare: tra i 19 M2 presenti ho chiuso 2°, con un 21° posto assoluto sui 212 atleti al traguardo. Niente male.
Il ritorno, dopo il tratto competitivo, è stato comico: insieme a Silvia e Sergio abbiamo sbagliato strada e allungato di almeno 15km rispetto al previsto. Risultato? L'ultima ora  di pedalata si è trasformata in una specie di cronosquadre, per tentare di arrivare in tempo alle premiazioni. Ce l'abbiamo fatta per un pelo, scendendo dalla bici proprio mentre chiamavano Silvia sul podio: anche lei seconda, tra le W1.

Sistemato il conto in sospeso con le mediofondo, ora tocca a quello con la Romagna Ultra Race. L'anno scorso avrei dovuto affacciarmi al mondo dell'ultraendurance proprio alla RUR310, ma il covid ha rovinato i miei piani. Questo weekend sarò al via della RUR600, la versione full da 600km e 11000m di dislivello. Partenza prevista per sabato 5, alle 8.24 del mattino. Obiettivo? Arrivare in fondo, mettendo in pratica quello che ho imparato alla Race Across Italy



domenica 23 maggio 2021

Dalle stelle alle stalle - MF del Monferrato

Dopo un anno di stop causa covid, siamo tornati a gareggiare nelle cronoscalate del Gran Trofeo Mediofondo. Bello rivedere i gruppi di ciclisti sfidarsi tra le colline, bellissimo ritrovare l'atmosfera rilassata e leggera di questo campionato sempre organizzato in modo impeccabile.

Quanto alla mia gara non è andata proprio alla grande, anzi... Nel 2019, quando mi allenavo ancora per le granfondo e non solo per l'ultracycling, in queste competizioni me la cavavo benino, finendo quasi sempre sul podio di categoria e ogni tanto tra i primi 15 della classifica assoluta. Oggi ho fatto pena: 7° tra gli M2 e addirittura 37° assoluto su circa 230 atleti. E dire che la salita cronometrata era pure di quelle che mi piacciono: 3.8 km e 5% di pendenza media. Non solo: affrontandola ho avuto l'impressione di andar bene ed ero convinto di aver ottenuto un tempo da podio di categoria. Invece no, e mi sta bene: mi sto abituando un po' troppo ad avere successo in quello che faccio, e una buona dose di umiltà non può che essermi utile. Lezione per il futuro: You can't always get what you want, come cantava Mick Jagger. 

E poi è bello mettermi alla prova in una specialità che è praticamente l'opposto di quella che ho scelto di praticare: di solito tutti mi chiedono come faccio a stare per così tante ore in bici, oggi sono io che, parecchio stupito, mi chiedo come facciano gli specialisti di questo tipo di gare ad andare così forte per 8 o 10 minuti.

Note positive? Ce ne sono. I bei paesaggi del Monferrato, le chiacchiere con un po' di compagni di pedalate che non vedevo da tempo, e le prestazioni dei miei compagni di squadra, che in questo caso era più che altro una famiglia allargata. La mia Silvietta si è portata a casa un 2° posto tra le W2, mentre Sergio, il mio giovanissimo fratellino, ha chiuso la sua seconda gara nella prima metà della classifica. Bravi! 

Prossimo appuntamento a Lignana, tra 7 giorni, stessa formula e più o meno stesse colline: mi consolo pensando che, per me, non può andare peggio. O forse sì?


PS: un abbraccio a Davide Lorè, vittima di una caduta rovinosa. Riprenditi in fretta, tornerai più forte di prima!

PPS: Come sempre su Strava trovate questa e tutte le mie altre attività!

martedì 23 marzo 2021

Tra vaccini e mediofondo

Alla fine è passato un anno. Un anno dall'inizio della pandemia, un anno in cui morti e crisi economica hanno messo in secondo piano, giustamente, cose come la bici.
Iniziare la nuova stagione con determinazione non è stato facile: perché investire energie fisiche e mentali in un piano di allenamento quando c'è così tanta incertezza?
Tutto sommato ho resistito bene allo stress da covid: non ho mollato il colpo e la preparazione per la Race Across Italy è in dirittura d'arrivo, con le gambe che iniziano a girare bene. Ancora non ci sono certezze sulla possibilità di disputare la gara clou dell'anno, ma sono ottimista. 
Nel frattempo è praticamente certo che le altre gare in programma, quelle del GT Mediofondo, si faranno: come gare di interesse nazionale sono al riparo da eventuali cancellazioni, ma non essendo eventi di caratura internazionale come la RAI (che qualifica per la Race Arcoss America ed è Campionato Europeo 500 miglia), non sono soggette alle regole davvero stringenti di questi eventi. Dovrei riuscire a partecipare a 6 o 7 prove del Gran Trofeo, e poco importa se queste gare non sono tra quelle prioritarie nel mio calendario: tornare ad attaccare il numero sarà comunque bellissimo. 
Domani, poi, arriva il vaccino: a mezzogiorno farò la prima dose di Astrazeneca. Sono rimasto molto stupito dalla reazione emotiva che ho avuto dopo la telefonata che mi annunciava l'appuntamento: un mix di euforia e gioia che non mi aspettavo proprio. Perché, in un certo senso, questo è il primo passo verso una nuova normalità: una luce in fondo al tunnel.

lunedì 6 gennaio 2020

Senza compromessi

Come al solito l'inizio dell'anno è il momento dei propositi, dei bilanci e delle buone intenzioni. Io per il mio 2020 ho una sola certezza: sarà un anno senza compromessi.
Da agosto, finalmente, ho un lavoro con orari umani, il tempo per allenarmi e un ciclo del sonno decente, cose che mi sembravano chimere fino a qualche mese fa. Quindi bando alle ciance, quest'anno farò sul serio e mi dedicherò alle gare che da sempre stimolano di più la mia indole di gatto randagio: sarà un 2020 dedicato alle ultradistanze.
Negli ultimi sei mesi mi sono messo alla prova, con  tanti allenamenti specifici e soprattutto con le sfide di Assault To Freedom: non tanto per capire se posso essere vincente in questo tipo di competizioni, ma per scoprire se passare così tante ore in bici poteva piacermi sul serio.
Il responso è stato positivo: fino a 36 ore va tutto bene, e mi diverto un casino. Oltre ancora non sono andato, perché i tempi di recupero, quando si affrontano questo tipo di sforzi, sono necessariamente lunghi. Servono gradualità e piedi di piombo, altrimenti ci si scotta.
Con queste premesse, l'obiettivo principale del 2020 non possono che essere le ultrafondo, e nello specifico l'Ultrafondo Italia Cup, con le sue tre prove: si comincia a Forlì con la Romagna Ultra Race, da 310 km e 7000 m di dislivello, si continua a Sarmede con la D+ Ultracycling Dolomitica, nella versione "media" da 380 km e 10000 m di dislivello, si chiude a Lucca con la UltrApuane Experience, che è anche la gara più "distesa" del trio: 350 km e 7000 m di ascesa.
Sempre in tema ultra, se (e sottolineo se) le cose dovessero mettersi bene, ad agosto farò la 24h del Montello, che quest'anno sarà davvero un grande evento: non solo prova unica del Campionato Italiano Ultracycling ACSI e seconda prova dell'Italian Time Trial Cup, ma anche prova unica del Campionato Europeo Crono 24h. Un'occasione immancabile, insomma, per farmi bastonare dai più forti ultraciclisti del continente.
E robe normali, Mario, quest'anno non ne fai? La risposta è sì: non rinuncio sicuramente al GT Mediofondo, che l'anno scorso è stato divertentissimo e permette di scaricare a dovere tra un lungo e l'altro. Visto il calendario dovrei riuscire a fare 6 o 7 gare su 8, e spero davvero di riuscire a portare a casa almeno una vittoria di categoria, dato che nel 2019 ho chiuso tre volte al terzo posto e una al secondo, senza contare il secondo posto alla Riso&Vino, poi annullata per problemi di cronometraggio...

Altra novità, quest'anno si cambia squadra. Nei due anni alla Rodman Azimut Squadra Corse mi sono trovato benissimo, soprattutto  grazie alla calorosa accoglienza del Presidente Marco Pipino e della sua compagna Elisabetta De Bernardi. Ma la base operativa del team è a Torino, e in più Rodman è da sempre una squadra dedicata principalmente alle granfondo, gare che già da un po' di tempo non mi regalano più stimoli. Così per il 2020 ho scelto FTM, una squadra della mia città, un team che nasce principalmente per il triathlon, ma che tra le sue fila ha anche parecchi ciclisti. Un gruppo di persone che in buona parte conosco: con qualcuno ho già pedalato, a molti ho fatto il caffè nella mia vita precedente, quella in cui ero titolare di un bar-ristorante e dormivo 5 ore a notte.
Non sarò solo, in questo cambio di casacca: con me ci sarà anche Silvia, compagna di vita e di sport. Se io ho sempre avuto il pallino dell'ultracycling, il sogno della mia dolce metà è sempre stato il triathlon, e anche per lei è arrivato il momento di realizzarlo: voci di corridoio dicono che l'evento clou del suo 2020 sarà l'Aronamen.
Una stagione di sfide mica male, insomma, per la nostra coppia. E anche qui la scelta della squadra può essere stata provvidenziale: FTM sta per Forza, Tenacia, Motivazione.

venerdì 15 novembre 2019

Un GT spettacolare

Non ho mai capito se si tratta di un pregio o di un difetto, fatto sta che sono una persona che dice quello che pensa senza mezzi termini. Più di una volta mi è capitato di dare un giudizio negativo a gare e manifestazioni, e qualche volta mi sono sorbito pure le lamentele degli organizzatori.
Con questo post però non corro rischi, perché vi parlo di un campionato che ha superato ogni più rosea aspettativa: il Gran Trofeo Mediofondo.
Sarò breve, anzi telegrafico:

  • 8 prove, tra gli 80 e i 95 km, più che abbordabili per qualunque cicloturista ma avvincenti per chi vuol fare gara vera.
  • Percorsi con paesaggi e panorami piacevolissimi. 
  • Estrema attenzione alla sicurezza, anche grazie alla formula articolata in tre parti: tratto cicloturistico dietro auto, salita cronometrata del tutto chiusa al traffico e ritorno libero in stile randonnèe. 
  • Ristori sempre ben forniti, a volte addirittura sovrabbondanti. 
  • Organizzatori non solo disponibili ma capaci di coinvolgere i partecipanti, sul campo gara e sui social, con classifiche sempre aggiornate e foto professionali gratis di tutti ma  proprio tutti i partecipanti.
  • "Confezione" ben riuscita: logo, colori, gadget... Si vede che dietro a molti dettagli c'è stata una cura non comune, che alla fine ha reso il tutto accattivante.
  • Costi: nel 2019 l'iscrizione ad ogni singola prova costava 10€. Un quarto o un quinto di quello che costano in media le granfondo. E molte granfondo a cui ho partecipato sono lontane anni luce da queste "garette", sotto ogni punto di vista. Per il 2020 è previsto un piccolo adeguamento (tranne che per chi si iscriverà a tutte e 8 le prove), assolutamente sacrosanto alla luce dei punti precedenti e di quanto segue.
  • Atmosfera: forse è un parametro poco quantificabile, ma a tutte le prove del GT ho trovato un'atmosfera distesa, allegra e amichevole, assai lontana a quella che si respira in altre competizioni amatoriali. Il merito va ancora una volta alla formula azzeccata, agonistica ma non solo, competitiva ma anche godibile e divertente.
Ultimo punto, che merita una trattazione un po' più approfondita: la premiazione, che si è svolta sabato sera a Livorno Ferraris. Le premesse erano buone, ma sono rimasto basito di fronte a quello che gli organizzatori hanno messo in piedi: medaglia ricordo in metallo per centinaia di finisher, targa per tutti i premiati (7 per categoria) e in più, sempre per la top 7, bottiglie di spumante, occhiali NRC e parecchi altri gadget; per i vincitori maglia di campione e per il concorrente con meno punti in assoluto maglia nera. Tutte cose che restano, oggetti che magari ti ritroverai a guardare tra 20 anni e ti faranno balenare in mente un ricordo, un'emozione. Tutte cose che in certi circuiti granfondistici rinomati e costosi sono sostituite da cesti scarni di prodotti scadenti, solitamente offerti gratis dagli sponsor. Per chiudere in bellezza la serata, dopo la presentazione del calendario 2020, dal fronte ciclistico ci siamo spostati su quello mangereccio: aperitivo, due primi e dolce con ottimi prodotti locali. Anche la pancia vuole la sua parte... 
Che dire, in conclusione, a parte che (anche sforzandomi) non riesco a trovare qualcosa che non sia stato più che ben fatto, in questo campionato? Che un premiuzzo l'abbiamo portato a casa anche io e Silvia, rispettivamente terzo M1 e seconda W1. E che col GT ci si rivede l'anno prossimo! 

venerdì 27 settembre 2019

Benvenuto autunno

Ultimi impegni agonistici e non di un 2019 che finora è stato pieno di novità, divertimento e soddisfazioni.
A Oleggio l'ultima tappa del Gran Trofeo Mediofondo, la MF Andrea Noè. Una gara decisamente sulle strade di casa, visto che al decimo km mi concedo una fuga per salutare i parenti, che abitano proprio sul percorso. 40 km tra le colline e le vigne che adoro, la salita di Comnago (una di quelle che so a memoria) e ancora tante colline. Bello bello,  e sul tratto cronometrato non me la cavo nemmeno troppo male: resto nel gruppetto dei primi e chiudo 14° assoluto. Non ho speranze contro il mio rivale Davide Lorè, ma il secondo posto di categoria è comunque un buon modo di chiudere il campionato. Salgo sul podio anche nella classifica finale, al terzo posto,  purtroppo penalizzato dal default del cronometraggio alla MF Riso e Vino, che mi ha tolto un bel po' di punti.
In ogni caso, questo format si conferma molto divertente: l'anno prossimo non mancherò!
Sul fronte off-road, invece, ho partecipato a Brescia Gravel: 260 km tra le colline del Franciacorta e la pianura lombarda. Che dire? Non ci siamo piaciuti a vicenda fin dall'inizio, io e questa manifestazione. Il percorso non mi ha entusiasmato e l'organizzazione ha un po' penalizzato chi come me ha scelto di affrontare la prova in versione no-stop: chi si è fermato a dormire in tenda ha potuto usufruire di un ristoro con litri di birra, noi altri di nulla...
Poco male, forse è stato mio il problema, che non ho capito lo spirito di questa manifestazione. In ogni caso gli organizzatori, con cui ho avuto un fitto scambio di messaggi, si sono dimostrati sensibili al problema: un buon segnale, sperando che questi eventi siano sempre più capaci di coinvolgere tutti.

E adesso? Un paio di mesi "a marinare", calando un po' il ritmo ma non rinunciando ai lunghi e qualche gara di Ciclocross, poi tanto meritato riposo! Non so voi, ma io già sento il Natale nell'aria: cotechino, zampone, stufato e parecchie altre amenità!

mercoledì 12 giugno 2019

Cronometri e progetti - Mediofondo Riso&Vino

E niente, il mondo del ciclismo amatoriale a volte regala momenti davvero divertenti. Vai a fare una gara, ti prepari bene, la gara fa parte di un campionato e metà dei tuoi diretti avversari non ci sono, stai bene, spingi a tutta, tagli il traguardo sputando i polmoni certo di essere nei 15 assoluti, sicuro di un podio di categoria e... e niente, i cronometristi fanno un casino e non ci sono le classifiche. File persi, macchinari spenti, dati cancellati, non si sa, però niente classifiche e gara neutralizzata. Che dire? Certi si sono presi male e su Facebook si sono letti commenti di ogni tipo. Da parte mia posso solo dire che il percorso della MF Riso&Vino era proprio bello e che l'organizzazione del GT Mediofondo (che non c'entra nulla con il cronometraggio...) ancora una volta è stata perfetta. E poi al ristoro c'era l'anguria, quindi sono più che soddisfatto. Mi accontento di poco. 

Agonismo a parte, per i prossimi weekend ho dei bei progettini succulenti. Iniziamo questo sabato, con una 200km di coppia con Silvia, tra le colline e le pianure piemontesi, tanto per riprendere confidenza coi lunghi: avevo la mezza idea di buttarmi subito su una delle sfide di Assault To Freedom, ma non vorrei fare il passo più lungo della gamba. 300 km non li faccio dal 2016... 
Domenica prossima invece c'è la Monsterrato e, a meno di impegni lavorativi che per ora non si profilano all'orizzonte, ho deciso di approfittarne per un... bikepacking gravel weekend. Detto così sembra figo, la realtà è un po' meno poetica: partirò da casa con la bici carica come un mulo, mi farò 130 km fino a Camagna Monferrato il sabato, la sgroppata organizzata da 180 km la domenica e lunedì mi trascinerò in qualche modo per altri 130 km fino a casa (ovviamente senza passare per le strade già viste all'andata). Che poi volendo c'è l'opzione da 115 km, per la domenica, nel caso fossi messo male già al secondo giorno... Ma spero di no.
Cercherò di fare un video dell'impresa, e di tenere i social aggiornati. Ma soprattutto finalmente mi godrò un piccolo viaggio che sogno da anni.

venerdì 7 giugno 2019

Nuova vita e ritorno sul podio - MF la Morenica

 

Ci vorrebbero almeno tre o quattro post, per raccontare tutto quello che ho in ballo in questi giorni, ma sintetizzerò.

Io e Silvia abbiamo deciso di cambiare vita, e dopo sette anni abbondanti di attività abbiamo chiuso il nostro bistrot. Finisce l'avventura del Bar 77 e inizia un nuovo capitolo, con più tempo libero per noi, più stabilità e più certezze. I clienti mi mancheranno, ma era davvero ora di dare una svolta. Cosa faremo ora? Silvia ha vinto un concorso e ha già iniziato a lavorare in comune a Taino, mentre io... beh, ancora un lavoro non ce l'ho, anche se ci sono quasi. Ma non scrivo nulla di più per scaramanzia, almeno finché non firmo un contratto.

Nel frattempo ho un bel po' di tempo libero, da dividere tra un inedito ruolo di casalingo e lo sport. Sto tornando a passare un discreto numero di ore in sella, e finalmente avrò modo di approfondire la faccenda Yoga: una pratica che mi accompagna da anni, ma che ora vorrei conoscere più a fondo. Obiettivi ciclistici per l'estate: tornare a fare i lunghi come facevo qualche anno fa, a partire dalle sfide di Assault To Freedom, fare qualche bella uscita con la gravel e salire ancora un po' con la forma in vista delle ultime gare del GT Mediofondo.

A proposito di GT, domenica abbiamo corso a Ponderano: il percorso della MF La Morenica è decisamente tranquillo, con 80 km di pianura e, più o meno a metà, la salita cronometrata che da Bollengo si inerpica sulla Serra di Ivrea. È un'ascesa facile, al 5% o poco più e sono decisamente in forma. Tengo il gruppetto di testa fino a quando non esplode e, per la prima volta, riesco a staccare Davide, mio diretto avversario in campionato. In compenso anche stavolta le prendo dal mio compagno di squadra Mattia, che mi rifila 11 secondi e vince tra gli M1.
Dopo il tratto cronometrato ci godiamo la bella strada che porta al ristoro di Zubiena e una trentina di km di piattone in totale relax. All'arrivo le classifiche ci sorridono:  io chiudo 15° assoluto e 3° di categoria, Silvia è seconda tra le D1. Torno sul podio e soprattutto inizio a capire come funzionano queste gare: per i 15 minuti di salita cronometrata tengo quasi 300 Watt, tantissimi per i miei standard. Il segreto, forse, è non ascoltare le gambe, che dopo qualche minuto sopra soglia ti mandano messaggi del tipo... "Ma che, sei scemo?!?".

Si corre anche domenica, sempre per il GT, a Trino Vercellese. Intanto mi godo la vacanza fuori programma. E lavo i vetri...

sabato 18 maggio 2019

Tre in uno: GF Perini, MF Terre d'Acqua, GF Marcello Bergamo

Ok, sono settimane che non trovo il tempo per scrivere qualcosa ed è il momento di recuperare, con il riassunto delle ultime tre gare.
Granfondo Perini - Carpeneto Piacentino
Ennesima gara tra i colli piacentini, ma questa volta con salite inedite e in una zona che non abbiamo mai battuto. Si corre il 1° maggio, ci sono circa 2000 partenti e ci siamo pure io e Silvia, lei in forma, io decisamente no. In questa strana stagione mi sono allenato poco e male, quindi non ci provo neanche, a fare gara per me: mi dedico al duro lavoro del gregario, e accompagno Silvia su e giù per i 130 km di gara. Chiude a più di 24 di media, settima di categoria: un'ottima prestazione visti i 2400 metri di dislivello. E poi, soprattutto, una bella gara, ottimamente organizzata dal punto di vista della gestione del traffico e con strade in condizioni più che accettabili, il che non è affatto scontato da queste parti. 

 Mediofondo Terre d'Acqua - Livorno Ferraris 
Il Gran Trofeo Mediofondo, a inizio stagione, doveva essere solo un campionato riempitivo per noi: gare meno impegnative delle GF, quasi sempre a due passi da casa, da affrontare più che altro per fare quattro chiacchiere con gli amici. Invece la nostra vita ha subito una brusca svolta (presto o tardi vi racconterò perché...) e la bici è un po' passata in secondo piano, tra incombenze ben più importanti. E allora il GT è diventato, con le poche gambe che abbiamo, l'obiettivo principale. Che poi se lo merita proprio, questo campionato, perché le prove sono organizzate così bene da far invidia a gare che costano cinque volte tanto.
Fa un freddo becco, a Livorno Ferraris, il vento soffia a 50 all'ora ed è difficile stare in piedi. Il tratto cronometrato è un mangia e bevi tutt'altro che facile da interpretare, e io ho ancora le gambe un po' provate dalla Perini di quattro giorni prima, perchè fare il gregario per Silvia non è esattamente riposante. Comunque ci provo, e come sempre mi trovo a maledire la mia scarsa capacità anaerobica, che poi è come dire che in fondo in fondo non mi piace fare fatica. Non me la cavo troppo male, comunque: 32° assoluto e 3° tra gli M1, a due secondi dal secondo (mannaggia!) e a un paio di settimane da Leonardo Viglione, che stravince come al solito. È pure simpatico, sto ragazzo, manco gli si può voler male... Silvia ha l'ennesima botta di sfiga: doppia caduta di catena e 3° posto tra le D1. 

Granfondo Marcello Bergamo - Borgosesia
Le montagne tra il Lago d'Orta e la Valsesia io le amo visceralmente: Colma e San Bernardo da Quarona sono nella top 3 delle mie salite preferite in assoluto nell'universo mondo, e in questa gara ci sono entrambe. In più sono passate un altro paio di settimane, sono tornato vagamente in forma e non ho ancora fatto una GF per me. La conclusione può essere solo una: all'alba di metà maggio è arrivato il momento di provare a "fare classifica" (le virgolette sono d'obbligo, per un brocco come me).
Ai nastri di partenza siamo più o meno in mille, fa un freddo novembrino e sono proprio curioso di vedere come va. Nei primi km la risposta sembra essere una sola: male. Patisco parecchio la prima salita, che in questo caso è la Cremosina, e soffricchio pure fino a metà della Colma. Da lì in poi è tutta un'altra gara: le gambe diventano reattive e mi tolgo qualche bella soddisfazione salendo alla chiesa di San Bernardo, al secondo passaggio sulla Cremosina e sul muro di Rastiglione. Non capirò mai perché ci metto così tanto a scaldarmi (ammesso che sia questo il termine giusto), fatto sta che i primi km sono sempre una sofferenza per me, ed è anche per questo che mi trovo meglio nelle gare lunghe. Chiudo 139° assoluto, a 7 minuti da una centesima posizione che l'anno scorso avrei quasi sicuramente raggiunto. Non male, considerando che ad aprile ho fatto 3 settimane praticamente fermo e che ho 1200 km in meno sulle gambe rispetto all'anno scorso. Sulla gara di Silvia stendiamo un velo pietoso: congestione e ritiro verso il 70° km... 
Considerazione amara: tanti, troppi incidenti di gara, questo weekend. Al di là di quello mortale alla GF Versilia, anche qui a Borgosesia si sono vissuti momenti drammatici: tante brutte cadute, alcune con conseguenze serie, soprattutto nei primi km, dove la gestione del traffico e la scelta del percorso non sono state sicuramente delle migliori. Inizio a pensare che sia un treno al lotto, iscriversi a gare "piccole" come queste: a volte tutto fila liscio e si corre in totale sicurezza, a volte già dopo 5 km sei in mezzo al traffico. Comunque molto probabilmente fino all'autunno non faremo altre GF: ci aspettano tre domeniche di fila con le Mediofondo del Gran Trofeo e tanti giri in relax. E magari anche una o due domeniche a prendere il sole al lago...

martedì 12 marzo 2019

Podio di coppia: Mediofondo del Monferrato


Nuovo campionato, nuovo format di gare e gran risultato: alla Mediofondo del Monferrato io e Silvia ce la caviamo più che bene, soprattutto lei, che vince nella categoria Donne 1. Io mi accontento di un terzo posto tra gli S1 (19° assoluto), ma non mi lamento affatto.
La gara di Casale Monferrato è la prima del neonato Gran Trofeo Mediofondo, che si propone di unire agonismo e divertimento, paesaggi e tradizione eno-gastronomica. La formula è semplice e intelligente: una trentina di km dietro macchina ad andatura molto tranquilla, con tutto il tempo di ammirare il paesaggio e scambiare quattro chiacchiere, una salita cronometrata di 5-7 km per stilare le classifiche, ristoro e ritorno in stile randonnèe. Il tutto condito da una buona organizzazione, da un prezzo davvero concorrenziale (10 euro!) e da un'atmosfera tutto sommato easy, perfetta per ciclisti di ogni livello e aspirazione.
Si parte, con le morbide colline del Monferrato a fare da sfondo: Corzano, Vignale, Montemagno e Castagnole sono ascese morbide, tra vigneti e campi, ancora più piacevoli in una giornata quasi primaverile. A Scurzolengo la macchina apripista si allontana, ma non c'è più di tanta bagarre per arrivare nelle prime posizioni all'inizio della salita: il fatto che il tratto competitivo sia cronometrato e non semplicemente "a chi arriva prima" aumenta decisamente il livello di sicurezza.
Non sono esattamente al top della forma: giovedì ho avuto una mezza congestione mentre facevo le ripetute a Calogna, e già percepisco i prodromi dell'influenza. Comunque spingo a tutta fino a San Desiderio, dove ci sono i tappeti che segnalano l'arrivo. Più che di una vera salita si tratta di un mangia e bevi a salire che mi piace molto, con pendenze assolutamente abbordabili, tanto che la mia media finale sul tratto competitivo sarà di 29,7 km/h.

 

Pausa al ristoro predisposto a Calliano, con Spumante d'Asti e Krumiri (non per noi che siamo salutisti...) e ritorno in relax, ancora immersi nelle colline alessandrine, sempre in compagnia di Alessandro, Francesca e dei ragazzi della GC '95 Novara, che organizzeranno la terza tappa del circuito, la Mediofondo del Nebbiolo.
All'arrivo a Casale la bella sorpresa del doppio podio, ancora più bello perché lo dividiamo con gli amici Davide Lorè e Francesca Massara. Premiazioni in grande stile, saluti, baci e ritorno a casa, dove inizio a star male sul serio: il terzo giro di influenza in questo maledetto inverno è arrivato... Va beh, passerà...
Prossimi appuntamenti: domenica gravel con la Novaremberg (se non piove...) e tra due settimane prima Granfondo a Pianello Val Tidone. Intanto, nei prossimi giorni, metterò on-line il video della Mediofondo di Casale. Sempre che il morbo me lo permetta...