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venerdì 27 settembre 2019

Benvenuto autunno

Ultimi impegni agonistici e non di un 2019 che finora è stato pieno di novità, divertimento e soddisfazioni.
A Oleggio l'ultima tappa del Gran Trofeo Mediofondo, la MF Andrea Noè. Una gara decisamente sulle strade di casa, visto che al decimo km mi concedo una fuga per salutare i parenti, che abitano proprio sul percorso. 40 km tra le colline e le vigne che adoro, la salita di Comnago (una di quelle che so a memoria) e ancora tante colline. Bello bello,  e sul tratto cronometrato non me la cavo nemmeno troppo male: resto nel gruppetto dei primi e chiudo 14° assoluto. Non ho speranze contro il mio rivale Davide Lorè, ma il secondo posto di categoria è comunque un buon modo di chiudere il campionato. Salgo sul podio anche nella classifica finale, al terzo posto,  purtroppo penalizzato dal default del cronometraggio alla MF Riso e Vino, che mi ha tolto un bel po' di punti.
In ogni caso, questo format si conferma molto divertente: l'anno prossimo non mancherò!
Sul fronte off-road, invece, ho partecipato a Brescia Gravel: 260 km tra le colline del Franciacorta e la pianura lombarda. Che dire? Non ci siamo piaciuti a vicenda fin dall'inizio, io e questa manifestazione. Il percorso non mi ha entusiasmato e l'organizzazione ha un po' penalizzato chi come me ha scelto di affrontare la prova in versione no-stop: chi si è fermato a dormire in tenda ha potuto usufruire di un ristoro con litri di birra, noi altri di nulla...
Poco male, forse è stato mio il problema, che non ho capito lo spirito di questa manifestazione. In ogni caso gli organizzatori, con cui ho avuto un fitto scambio di messaggi, si sono dimostrati sensibili al problema: un buon segnale, sperando che questi eventi siano sempre più capaci di coinvolgere tutti.

E adesso? Un paio di mesi "a marinare", calando un po' il ritmo ma non rinunciando ai lunghi e qualche gara di Ciclocross, poi tanto meritato riposo! Non so voi, ma io già sento il Natale nell'aria: cotechino, zampone, stufato e parecchie altre amenità!

sabato 15 dicembre 2018

2019 - Work in progress

Ricordi dell'estate: fine giugno, Courmayeur, Granfondo La Montblanc. Eravamo belli e magri... Tutte le mie foto le trovate su Instagram @mariofavini 

Il Natale si avvicina, con il tradizionale carico di carboidrati complessi, zuccheri e parenti molesti. I buoni propositi vacillano, la bilancia spaventa, le crisi familiari incombono e il rischio di crollo nervoso si fa concreto. L'amatore medio pensa alla nuova stagione, è in astinenza da competizione, pianifica, progetta, e già gli sembra di percepire nell'aria il profumo della primavera, allucinazione olfattiva tipica di chi passa più di quattro ore a settimana sui rulli.
Ma le ferie sono anche il momento giusto per pianificare il 2019, e pure io sto iniziando a chiarirmi le idee. 

Il mantra dell'anno nuovo sarà: ampliare gli orizzonti. Il mio 2018 è stato un anno 100% orientato alle granfondo: picchi di forma pianificati, uscite mirate, lavori specifici, tapering calibrato. I risultati sono arrivati alla grande (una volta sono addirittura arrivato settantaduesimo! 🤣), è stato un anno intenso e bellissimo, ma ho voglia di cambiare un po'. Nel 2019 mi darò qualche obiettivo in meno dal punto di vista agonistico, e qualcuno in più sul fronte delle esperienze.
Sicuramente ridurrò il numero delle granfondo: 8 o 10 invece di 14. Niente gare in Liguria e un solo campionato invece di due: credo che mi iscriverò alla Coppa Lombardia, dopo tre anni di Coppa Piemonte, e a qualche gara sparsa, con Gavia-Mortirolo e magari La Fausto Coppi come prove "epiche", ammesso che con il lavoro tutto questo sia fattibile... E qui potremmo aprire un'altra lunga parentesi sulle tribolazioni del granfondista medio, che si deve arrabattare tra aspirazioni corsaiole e mercato del lavoro precario, incerto e incasinato.
In compenso sono tre le direzioni che voglio prendere al di là delle gare: esplorazione, viaggi e lunghe distanze.
Esplorazione perché ho una gravel bike che mi aspetta in garage e un sacco di strade,  sentieri e tratturi da scoprire. Tra boschi, colline, laghi e canali, di bei posti a due passi da casa c'è n'è a volontà. 
Viaggi, magari non su grandissime distanze, magari anche solo per un weekend o poco più, ma alla ricerca di paesaggi nuovi, di itinerari poco battuti, del silenzio e della pace tra boschi e campagne.
Lunghe distanze, una delle cose che negli ultimi due anni ho un po' tralasciato: ammesso e non concesso che il lavoro me ne lasci il tempo, vorrei tornare a fare le 10, 12 ore in sella, e provare magari ad avvicinarmi alle gare e agli eventi su kilometraggi maggiori rispetto alle granfondo.
Ovvio che tutto questo sarà documentato e raccontato sui social: su Instagram troverete le foto dei posti che scoprirò, su Strava le tracce dei giri, mentre su YouTube e su questo blog vi racconterò il tutto più nel dettaglio. 

Bella lì, dai, si preannuncia interessante questo 2019. Sono anche un po' impaziente, visto che sono ancora fermo, e a un mese e mezzo dall'incidente non sono ancora risalito in bici... La bella novità è che il polso era rotto. Non si vedeva dalla prima lastra, perché la frattura era piccola, ma adesso che l'osso s'è risaldato si vede eccome. Nel frattempo ho quasi sistemato la bici, l'assicurazione dovrebbe liquidarmi nei prossimi giorni i danni tecnici e attendo con ansia il medico legale per la perizia di quelli fisici e per poter tornare in bici. Ho già collezionato un gran faldone di carte e impegnative, e mi sono fatto un bel po' di esami e di ore in coda... Anche su queste peripezie burocratiche farò un video o qualcosa del genere, quando sarà tutto finito. Ci vorrà ancora un po', eh... Prossimi passi TAC e visita dell'ortopedico; mi sa che da qui all'anno nuovo l'unico sport a cui mi dedicherò sarà lo slalom tra i panettoni... 

sabato 29 settembre 2018

Finale di stagione

Domenica prossima ultima granfondo di stagione, la gara di casa, la Tre Valli Varesine. Avete presente quando una gara la prepari proprio al meglio, con lavori specifici, alimentazione calibrata, mental-training di alto livello? Ecco, io ho fatto esattamente il contrario. Con Silvia, la mia compagna, che corre pure lei, ce ne siamo andati due settimane in ferie a Donoussa, un'isoletta greca così piccola, impervia e poco asfaltata che in bici è praticamente impossibile andarci. Così adesso ho un sacco di materiale per montare un video sulla vacanza, ma domenica in gara prenderò ancora più mazzate del solito, soprattutto perché la Tre Valli vale come prova di qualificazione per i Campionati del Mondo Granfondo UCI, e c'è gente che va forte da paura... Obiettivo, saltare sulla prima salita e fare al passeggio il resto della gara... 


Ma in fondo va bene così. Dopo 13 granfondo ho ancora voglia di correre, è vero, ma ho ancora più voglia di godermi l'autunno, quello che nella periodizzazione degli allenamenti si chiama Periodo Generale e che consiste più o meno in un paio di mesi di relax mentale, poche ore in bici, pochi allenamenti specifici e tanti giri in modalità pigra e turistica. Oh sì, non vedo l'ora di quelle domeniche uggiose di novembre, sveglia tardi, brunch, pedalata da tre orette nelle vigne novaresi e poi telefilm, tisana e caldarroste fino all'ora di cena...




Un po' tutti, se leggete i consigli dei preparatori su cosa fare tra ottobre e dicembre, dicono di dedicarsi anche ad altri sport  Mountain-bike, corsa, sci di fondo, palestra... E così pure io mi sono fatto convincere, e quest'anno mi sono comprato una bici da gravel. Ci pensavo da un bel po', ma ci ho messo un paio d'anni prima di vincere la mia marcata tendenza ossessiva, che se fosse per me farei sempre e solo strada, sempre e solo seguendo dettagliate tabelle di allenamento. Ma le parole d'ordine della parte meno patologica della mia mente sono tre: variare, variare, variare. E allora buttiamoci sulla gravel! Esplorazione, relax, strade nuove e tanti posti da scoprire. È proprio con in testa l'idea di variare che ho scelto la Giant Toughroad SLR GX2 come compagna di avventura. Tra le gravel sul mercato è una delle più turistiche, una delle più lontane, come geometria e filosofia, dalle bici da strada come quella con cui corro, iperreattiva, leggera e performance-oriented. Telaio in alluminio, carro posteriore lungo lungo, possibilità di montare portapacchi (per viaggiare, ma anche per recuperare le castagne per le caldarroste!); anche nella scelta dell'allestimento ho cercato di differenziare il più possibile dalla mia bici, e ho scelto l'allestimento base, con un montaggio FSA Adventure - Shimano Sora 9X. Dovrò aspettarla ancora qualche settimana, ma poi sarà un tripudio di strade bianche, boschi, campi e prati, tutto documentato con qualche video brutto come al solito.



Ma se sei un granfondista, non puoi nasconderti... Mentre ti godi l'autunno, mentre lasci andare la tensione, un angolino della tua mente pensa sempre alle corse, al calendario della nuova stagione, agli obiettivi grandi o piccoli che ti poni, a cosa mantenere e a cosa cambiare nei tuoi allenamenti. Ci si iscrive alle prime gare e ai circuiti, si va dal biomeccanico e a fare la visita sportiva, e ci sono anche le nuove maglie, con nuovi sponsor e nuovi colori. Rodman è già avanti su questo fronte: livrea decisa e completo invernale 2019 praticamente pronto, tutto all'insegna delle... sfumature!